Chiunque sia entrato in un supermercato o in un negozio si sarà imbattuto almeno una volta in una scena familiare: improvvisamente, vicino alle porte d’uscita, una sirena emette un suono breve e pulsante, accompagnato da una luce lampeggiante. A generare questo segnale di avviso sono le ormai diffuse sistemi antitaccheggio per negozi o barriere antitaccheggio, dispositivi installati in quasi tutti gli esercizi commerciali, specialmente dove la merce esposta è facilmente occultabile.
Questi apparati, sempre più discreti ed eleganti, hanno il compito fondamentale di prevenire e scoraggiare la pratica del taccheggio, cioè il furto di prodotti esposti che vengono nascosti sotto i vestiti, dentro borse o oggetti personali.
In questo approfondimento scopriremo come funzionano nello specifico i sistemi antitaccheggio per negozi, quali tipologie esistono e quali tecnologie permettono loro di individuare tempestivamente i tentativi di furto.
Sommario
- Sistemi antitaccheggio per negozi: come funzionano
- Barriere antitaccheggio acusto-magnetiche AM
- Disattivare la piastra antitaccheggio quando il cliente ha pagato la merce
- Barriere antitaccheggio per negozi a radiofrequenza RF
- Barriere antitaccheggio elettromagnetiche
- Sistemi antitaccheggio RFiD: sicurezza e integrazione con il gestionale
- Sistemi antitaccheggio per negozi per la tua attività a Milano
Sistemi antitaccheggio per negozi: come funzionano
Le soluzioni antitaccheggio attualmente disponibili sul mercato utilizzano diverse tecnologie, tutte basate sull’interazione tra due componenti fondamentali: un sistema di rilevamento installato agli ingressi e uscite del negozio e delle apposite piastre o etichette applicate ai prodotti stessi.
Questi dispositivi, denominati comunemente “tag”, possono assumere forme diverse come etichette adesive, placche rigide o piccoli inserti, a seconda del tipo di merce da proteggere. Il sistema di antenne installato all’uscita genera un campo elettromagnetico continuo che è capace di individuare i tag attivi quando attraversano il varco, innescando immediatamente un segnale acustico e visivo.
Questa operazione avviene senza alcun contatto diretto o visivo: i sistemi possono “leggere” anche attraverso vestiti, borse e contenitori.
Barriere antitaccheggio acusto-magnetiche AM
Le barriere antitaccheggio con tecnologia acusto-magnetica AM sono l’innovazione più recente nel settore della sicurezza pensata per le attività commerciali. Per rapporto tra qualità e prezzo, vengono considerate la soluzione migliore per vanificare l’attività dei taccheggiatori.
Ma come funzionano le barriere antitaccheggio acusto-magnetiche?
La tecnologia dei sistemi antitaccheggio acusto-magnetici sfrutta un principio fisico chiamato magnetostrizione e si basa su tag semplicissimi composti da due lamine di lega metallica ad alta permeabilità, separate e racchiuse da un involucro in plastica.
La ripartizione degli elementi della lega è tale da conferire un’elevata deformazione alle lamine sollecitate dal campo elettromagnetico generato dalle antenne antitaccheggio. La magnetostrizione consiste nella variazione delle dimensioni di elementi ferromagnetici quando vengono investiti dalle linee di forza prodotte da un campo magnetico. Le lamine del tag per barriere antitaccheggio AM sono realizzate in modo da ottenere un’ampia vibrazione quando entrano nel raggio d’azione del campo elettromagnetico.
Il campo elettromagnetico viene generato da un circuito di comando, che pilota una bobina collocata su un lato del varco tra le due barriere antitaccheggio. Sul lato opposto è presente un’altra bobina che ha una funzione ricevente. Il campo elettromagnetico determina nella bobina ricevente una tensione che viene analizzata da un discriminatore.
Introducendo un tag nel campo elettromagnetico, le lamine cominciano a vibrare ritmicamente alla stessa frequenza generando un segnale di disturbo che viene intercettato dall’antenna ricevente. Il circuito discriminatore lo rileva e fa scattare l’allarme. Il sistema, dunque, inizia a suonare e a lampeggiare.
Cos’è la magnetostrizione?
Abbiamo visto che alla base del funzionamento dei sistemi antitaccheggio acusto-magnetici c’è il principio fisico chiamato “magnetostrizione”. Sembra una brutta parola, ma in realtà rappresenta il nostro alleato vincente contro gli intenti delle mani losche che vorrebbero sottrarre indebitamente prodotti dagli scaffali di un negozio.
In cosa consiste esattamente il fenomeno della magnetostrizione?
Andiamo con ordine. Prima di tutto, occorre specificare che il fenomeno della magnetostrizione interessa solo oggetti metallici con proprietà ferromagnetiche.
Quando si verifica magnetostrizione, varia la lunghezza del corpo interessato. Questi mutamenti di forma e dimensioni degli oggetti possono apparire misteriosi, ma la fisica ha saputo darne spiegazione. Gli oggetti metallici con proprietà ferromagnetiche subiscono una variazione di lunghezza quando vengono immersi in un campo elettromagnetico. Infatti, il fenomeno della magnetostrizione è legato al magnetizzarsi dei corpi metallici che lo subiscono.
La magnetizzazione degli oggetti metallici avviene quando questi sono inseriti in un campo magnetico. Il fenomeno della magnetostrizione si verifica proprio in questa eventualità, e a livello microscopico può essere spiegato dal riorientamento dei dipoli atomici.
In sintesi, dunque, la magnetostrizione consiste nella variazione di lunghezza di un oggetto metallico come conseguenza della sua magnetizzazione.
Disattivare la piastra antitaccheggio quando il cliente ha pagato la merce
Come fare per disattivare una piastra antitaccheggio, quando il cliente ha acquistato la merce regolarmente?
La maggior parte delle persone, che entrano in un negozio, guarda con curiosità i prodotti esposti sugli scaffali, cerca quello di cui ha bisogno, lo compra, oppure esce senza fare acquisti e senza aver rubato alcunché.
Sarebbe inutile l’acquisto di sistemi antitaccheggio per negozi se l’allarme scattasse al passaggio di ogni cliente che ha comprato regolarmente un prodotto. Sarebbe come gridare “al lupo, al lupo” al passaggio di una pecorella. Ma i dispositivi studiati e realizzati per impedire i malaffari delle mani lunghe sono fatti apposta e tacciono quando la gente fa compere come si deve.
Vediamo anche in questo caso come funzionano.
Per consentire al cliente che ha pagato la merce di uscire senza che scatti l’allarme, il tag viene disattivato alla cassa mediante un apposito disattivatore che lo espone a un campo magnetico costante di grande intensità, cosicché passando per le antenne antitaccheggio rimanga inerte.
I sistemi antitaccheggio acusto-magnetici AM sono precisi. Possono avere le antenne antitaccheggio interrate, quindi invisibili. Per questa caratteristica, sono preferibili sul piano estetico. Infatti, non disturbano l’insieme armonioso dell’arredamento dell’esercizio commerciale.
Allo stesso tempo, però, i sistemi antitaccheggio acusto-magnetici per negozi con antenne nascoste non destano sospetti nei potenziali taccheggiatori, che quindi arrivano impreparati all’uscita del negozio.
Barriere antitaccheggio per negozi a radiofrequenza RF
Le barriere antitaccheggio per negozi a radiofrequenza RF sono molto economiche ed efficaci anche in varchi piuttosto larghi. Funzionano ad alta frequenza e utilizzano due antenne antitaccheggio, ma possono funzionare anche con una sola.
Una delle due antenne antitaccheggio emette costantemente un segnale radio nello spazio circostante. L’altra antenna riceve il segnale. Le bobine sono collocate a vista alle estremità del varco tra le antenne antitaccheggio.
Il tag è tipicamente un’etichetta autoadesiva contenente una spirale (bobina) di metallo sottilissimo e una capacità elettrica formata dalle due estremità della spirale stessa opportunamente distanziate in modo da realizzare un dielettrico; l’insieme forma un circuito risonante alla frequenza del campo eccitatore.
Quando la barriera antitaccheggio viene attraversata da un tag, inizia a risuonare elettricamente causando un eccesso di assorbimento del campo eccitatore con la conseguente sottrazione di energia all’antenna ricevente, facilmente rilevabile come segnale d’allarme. Anche in questo caso vengono attivati una sirena e un lampeggiante.
Il tag può essere disattivato dall’esercente mediante un apposito disattivatore che induce un impulso di campo elettromagnetico molto più intenso di quello eccitatore della barriera antitaccheggio; in questo modo il tag non verrà rilevato nell’attraversare la barriera antitaccheggio.
Questo sistema è in una certa misura affetto dalla presenza di metallo o materiale elettricamente conduttivo nella merce da proteggere, quindi va posizionato adeguatamente. Tra i pregi del sistema ci sono la semplicità e il ridottissimo costo dei tag.
Barriere antitaccheggio elettromagnetiche
Le barriere antitaccheggio elettromagnetiche funzionano in modo simile a quelle a radiofrequenza RF. Utilizzano, però, una frequenza più bassa e i tag sono lamine di materiale ferromagnetico che viene facilmente saturato dal campo elettromagnetico emesso dal trasmettitore. Alle intensità di campo cui lavora l’apparato trasmittente (che irradia il proprio campo eccitatore mediante la solita bobina) il materiale del tag raggiunge rapidamente la sua massima magnetizzazione ogni volta che il campo magnetico varia.
Il passaggio dal normale stato di magnetizzazione alla saturazione viene identificato dalle antenne antitaccheggio sotto forma di appiattimento dell’induzione elettromagnetica nel metallo, cosicché l’elettronica riesce a rilevare tramite la bobina ricevente se c’è una tag o un’etichetta nel campo d’azione del sistema antitaccheggio, quindi viene fatto scattare l’allarme.
Il tag antitaccheggio viene disattivato alla cassa mediante un potente magnete che lo magnetizza fortemente. In questo modo il campo elettromagnetico delle antenne antitaccheggio non è in grado di imporre alcuna variazione magnetica e quindi non lo rileva.
Il pregio di questo sistema è che è semplice ed economico; il difetto è che non è molto preciso.
Sistemi antitaccheggio RFiD: sicurezza e integrazione con il gestionale
Nel mondo dell’antitaccheggio si sta affacciando la tecnologia RFiD, che implica sistemi più complessi, ma consente l’integrazione con i sistemi gestionali di magazzino. Infatti, i tag possono sia identificare la merce, sia contenere informazioni su di essa. Di conseguenza, le barriere antitaccheggio potrebbero anche contare i pezzi di un certo prodotto che escono dal negozio.
Si tratta della stessa soluzione che rende possibile anche il funzionamento dei recenti e ormai diffusi sistemi di identificazione e pagamento elettronico contactless, anche noti come NFC e potrebbe dare luogo a quello che potrebbe essere considerato l’“antitaccheggio 2.0”.
Come funzionano i sistemi antitaccheggio per negozi RFiD
I sistemi RFiD funzionano come dei veri e propri transponder e i tag sono elementi che rispondono con un codice numerico all’eccitazione da parte di un campo elettromagnetico che serve anche a leggerli.
Il sistema di rilevamento ha un circuito eccitatore che genera un campo elettromagnetico irradiandolo mediante un’antenna antitaccheggio. Quando un tag entra nel campo elettromagnetico, nella bobina che ha al proprio interno si induce una corrente elettrica alternata che aziona un microchip, il quale si risveglia e genera il proprio codice identificativo univoco, che può contenere moltissime informazioni sul prodotto cui il tag è applicato. Con questo codice viene pilotato un interruttore allo stato solido che chiude in cortocircuito la bobina tante volte quanti sono i dati da trasmettere.
Questo comportamento causa una sottrazione pulsante di energia al campo elettromagnetico, che viene rilevata da un’antenna ricevente e che, tramite un’apposita elettronica, decifra le pulsazioni estraendone i dati trasmessi dal microchip del tag, che possono così essere elaborati ed eventualmente inviati a un computer.
Se il microchip non è stato disattivato, ovvero se il dato contiene la condizione d’allarme, viene fatta suonare la sirena e si comanda l’eventuale lampeggiante per attirare l’attenzione del personale.
La tecnologia RFiD consente di identificare il singolo tag. Oltre a rilevare eventuali furti, i sistemi RFiD integrano l’antitaccheggio nel software gestionale del negozio e permettono di scaricare automaticamente dati della merce dal magazzino contabile.
La disattivazione dei tag, per evitare che facciano partire l’allarme quando la merce passa, si può effettuare al banco in due modi: rimuovendoli, per esempio se sono applicati all’interno di una placca antitaccheggio, o cancellando loro uno o più bit mediante un lettore/scrittore RFiD.
I sistemi antitaccheggio RFiD hanno prezzi più elevati di quelli degli altri sistemi. Il costo più alto è giustificato dalle enormi potenzialità di questi dispositivi.
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